A settembre riaprirà il Leon d’Oro, completamente rinnovato. Pantalone Farace, giovane imprenditore del settore, anticipa le novità della storica struttura ricettiva.
Pantaleone Farace, 30 anni, è il Ceo di Effe Hospitality, gruppo alberghiero da lui fondato, facendo tesoro dello storico business della sua famiglia, subito dopo la laurea in Economia e Commercio. A dispetto dell’età, gestisce una struttura che funziona molto bene (l’hotel Excelsior di Bari) e sta per riaprire il Leon d’Oro (che è in fase di restyling).
«Questo lavoro l’ho sempre avuto nel sangue. Ho frequentato gli alberghi sin da quando ero molto piccolo con mio padre affianco che mi faceva notare ogni cosa: dal tipo di servizio in sala a come si prepara un caffè e ai numeri legati a costi e ricavi. Il mio futuro credo fosse già scritto».
Ha preso in mano l’azienda in un periodo di grande cambiamento del mondo dell’ospitalità. Cosa ha cambiato per adattarsi alle nuove esigenze dei clienti?
Il mio ingresso in azienda è coinciso con il pre Covid. Devo ammettere che è stato un periodo duro per ripensare tanti aspetti della gestione operativa. Ma io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Quindi soprattutto nel periodo di chiusura obbligata, da marzo 2020 a luglio 2020, ho avuto modo di pianificare interventi di manutenzione importanti a livello impiantistico per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti comuni, le camere e fare un restyling di varie zone. Del resto il cliente ha sempre le stesse esigenze: dormire bene, avere un’ottima colazione e ricevere sorrisi e cordialità. In questo siamo certamente tra i migliori in città grazie a un’ottima organizzazione interna.
Bari è divenuta negli ultimi anni una città turistica: cosa c’è ancora da migliorare?
Bari è in grande espansione mediatica a livello mondiale, e dobbiamo ringraziare Pugliapromozione per il lavoro fatto in questi anni. Il territorio ha bisogno di essere valorizzato dalle amministrazioni locali che devono per forza di cose collaborare e discutere con gli operatori di settore, che conoscono le falle nel sistema poiché il cliente finale è il nostro oracolo.
Cosa hanno portato di buono i turisti, fattore economico escluso?
Hanno portato tanta vitalità nella nostra città, il fattore economico è una conseguenza. Vedere che tanta gente dal mondo vuole venire qui a trascorrere le vacanze è una grande soddisfazione. Il turista è lo specchio del nostro successo. Lo dico da barese e da albergatore.
Come giudica l’offerta turistica pugliese e il lavoro di promozione fatto dalle istituzioni?
Come ho già detto, il lavoro promozionale è stato notevole e ben organizzato in questi anni. I risultanti in termini di presenze parlano da soli. Ora è importante riorganizzare il nostro Bari Convention Bureau, una Dmo che abbia la capacità di fare promozione in nome di tutti gli operatori del settore congressuale e dandoci quindi la possibilità di essere protagonisti.
A settembre riaprirete il secondo hotel di famiglia, che poi è un hotel storico: che novità proporrete?
L’hotel Leon d’Oro è stato il primo hotel della città ed è di proprietà della nostra famiglia da 100 anni circa. Proporremo spazi di coworking nelle aree comuni, un servizio ormai necessario per tanti clienti business e non. Ma la grande novità sarà il rooftop, un bel palcoscenico per i baresi e i turisti che vogliono godersi un cocktail con vista sulla città.
Ha intenzione di avviare nuovi progetti nel settore turistico?
Sono sempre a caccia di nuove sfide, ma per il 2026 vorrei concentrarmi nel consolidamento della nuova apertura e altri interventi di restyling nell’altra. Se però ci fosse una buona opportunità la valuterei con piacere.












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