Pugliesi

SIGFRIDO RANUCCI – «La Puglia metafora del Paese»

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Sigfrido Ranucci cover

Il conduttore di Report confida: «Amo questa terra che è cresciuta tantissimo. Appena potrò mi rifugerò in una masseria pugliese»

Di Angela Nocco – Foto Francesco De Leo

Il 3 maggio scorso, in occasione della giornata Mondiale della Libertà di Stampa, il Teatro Petruzzelli di Bari ha ospitato lo spettacolo del giornalista Rai Sigfrido Ranucci, intitolato Diario di un trapezista”. La rappresentazione, in forma di monologo teatrale, ripercorre i fatti e le vicende delle grandi inchieste giornalistiche, intrecciandoli ad aneddoti di vita privata, già raccontati nel suo ultimo best-seller La Scelta”, edito da Bompiani.

Sigfrido Ranucci, nella sua lunga carriera ha mai incrociato più volte professionalmente la Puglia. Quale inchiesta le è rimasta più impressa?

È successo in veste di autore di Report. Ho trattato approfonditamente il tema della sanità, in particolare le presunte tangenti legate alla realizzazione dellospedale per lemergenza Covid nei padiglioni della Fiera del Levante di Bari. E poi, naturalmente, c’è tutta la questione dellIlva di Taranto: i continui fallimenti delle politiche adottate su questo complesso industriale che, da fiore allocchiello del nostro Paese, si è purtroppo trasformato in una trappola di veleni e di costi. Gli esiti di questa vicenda hanno dimostrato che, alla fine, sarebbe stato forse meglio statalizzare l’azienda a tempo debito. Oggi ci ritroviamo con enormi quantità di veleni ancora da smaltire e, al contempo, con un gravissimo problema occupazionale da risolvere.

La Puglia viene spesso narrata come un’isola felice, sia dal punto di vista economico-produttivo che sotto il profilo della sicurezza. Dal suo punto di vista di giornalista d’inchiesta, la realtà corrisponde a questa narrazione?

Esistono ancora delle sacche di delinquenza radicata. Mi riferisco in particolare alla mafia garganica, una criticità che va assolutamente risolta poiché condiziona pesantemente la democrazia e la qualità della vita dei cittadini. In quelle zone si verificano tuttora omicidi ed azioni efferate che colpiscono duramente la reputazione dellintera regione. C’è inoltre un altro tema che sta emergendo in modo sempre più prepotente negli ultimi anni.

Quale?

Lo smaltimento illecito dei rifiuti provenienti dalla Campania. Molti terreni abbandonati in Puglia, spesso di proprietà privata, vengono utilizzati per sversare rifiuti tossici che poi prendono fuoco, inquinando lambiente circostante, ricalcando tristemente ciò che accade da tempo nel casertano, nella Terra dei Fuochi.

La regione ha vissuto un nuovo e rapido sviluppo negli ultimi anni. Lei intravede un costo sociale e politico che il territorio ha dovuto pagare per questa crescita?

No, io credo che questo sviluppo ci sia stato, sia stato importante e abbia rappresentato un grande salto di qualità per la Puglia. Si tratta di un progresso basato sicuramente sullenogastronomia, dato che questa terra offre prodotti unici, ma fondato anche sulla radicata cultura dellaccoglienza. Credo, tuttavia, che vi siano alcune zone della Puglia che sono rimaste indietro, come ad esempio alcune aree del leccese. Ritengo che se una regione vuole avanzare, deve farlo in modo omogeneo, tutta insieme. Lasciare indietro delle aree depresse diventa la metafora perfetta del nostro Paese: unItalia a due velocità, con il Nord che continua a macinare economia e un Sud che purtroppo resta indietro dal punto di vista delloccupazione, dellistruzione e dellassistenza sanitaria.

Per motivi professionali e per le attività legate alla sua veste di scrittore l’abbiamo vista diverse volte in Puglia. Evidentemente c’è qualcosa di speciale che la lega a questa terra: vuol provare a spiegarcene le ragioni?

Sicuramente lincredibile affetto dei pugliesi. La Puglia è una delle regioni in cui Report è più seguito in assoluto ed è anche una di quelle che ha voluto adottarmi con maggior calore come scrittore. Per me questo rappresenta un segnale di affetto importantissimo. La Puglia merita senza dubbio il massimo delle mie attenzioni personali e, naturalmente, delle attenzioni di tutta la redazione di Report.

Ormai conosce la Puglia quanto e forse più di un “indigeno”. Che itinerario di una settimana suggerirebbe ad un amico per farne conoscere i “luoghi dell’anima” che le appartengono?

Suggerirei di non tralasciare nulla, perché va scoperta interamente. Consiglierei sia la parte più selvaggia della costa a est, che scende giù fino a Santa Maria di Leuca, sia la scoperta delle culture locali, delle tradizioni e delle zone interne caratterizzate dalle tipiche masserie, aree che rappresentano una vera unicità dal punto di vista enogastronomico. I luoghi di mare meritano tantissimo, poiché offrono una meravigliosa varietà che spazia dalle spiagge di sabbia bianca alle scogliere rocciose. E poi c’è un elemento fondamentale che unisce e valorizza ogni cosa: il grande calore della gente. È una regione che va vissuta davvero a 360 gradi.

Tornerà presto?

Sicuramente. Ho già ricevuto tantissimi inviti nelle scuole per le presentazioni del libro, per lo spettacolo teatrale e da parte di molti amici che desiderano trascorrere un po’ di tempo in mia compagnia. E poi, appena possibile, mi rifugerò in una di quelle masserie che ormai sono diventate, per me, i posti del cuore.

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