SPECIALE TURISMO

QUERCIA – Comfort e ospitalità tra gli alberi

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quercia cover

DI NOEMI RIZZO – Photo: GNAMBOX

Non molto lontano dal centro abitato di Maglie, un’immensa tenuta si apre dietro delle alte mura. Oltre il grande cancello, un lungo viale di pini si lascia passeggiare con stupore fino alla casa patronale. Ai fianchi del viale, orti delimitati da antiche “chianche” di recupero in pietra leccese e vegetazione spontanea accompagnano lo sguardo del visitatore.

Il proprietario della tenuta, Vito Gaballo, vive qui con la sua famiglia, in questi oltre 4 ettari di natura viva e rigogliosa. Il fratello Nico ogni giorno dedica le sue mani a questa terra, da quando di questo luogo di pace decidono di farne anche una struttura ricettiva contemporanea: Quercia.

“L’idea di trasformare la tenuta in un luogo di ospitalità non tradizionale è nata già nella fase d’acquisto. Volevamo creare qualcosa di nuovo, aprire le porte di casa, condividere e accogliere gli ospiti in famiglia, come fossero tutti amici” risponde Nico.

Alle spalle dell’abitazione, il viale continua diventando un sottile sentiero disegnato nella macchia mediterranea. Verbena, rose e agapanto si alternano in una trama fitta di colori brillanti e intensi profumi. Alla sinistra del viottolo, un’antica pajara gentilmente ristrutturata destinata alle colazioni e sullo sfondo, disposte a semicerchio, sei tende. Niente a che vedere con le tipiche tende da campeggio: le “tende” di Quercia, progettate con l’architetto torinese Paolo Scoglio, sono eleganti moduli (realizzati dalla Scaffsystem di Ostuni) costruiti in acciaio, fibre tessili e vetro. Linee pulite, dritte ed essenziali.

Ogni modulo, progettato per due persone, accoglie gli ospiti in armonia con i veri protagonisti di questo paesaggio: gli alberi. Lecci, querce vallonee e pini.

“Ogni modulo nasce attorno al suo punto vegetativo. Queste costruzioni sono state disegnate con la cura di non invadere la vegetazione esistente, non intralciare quella futura e non erodere il suolo. Dopo uno studio geologico del sottosuolo sono state individuate delle viti di fondazione idonee per questo progetto, che non alterano la morfologia della roccia”, racconta Nico Gaballo.

All’interno delle tende l’atmosfera è accogliente e sofisticata. Letti confortevoli, tessuti naturali, illuminazione calda e soffusa e dettagli curati trasformano il soggiorno in un’esperienza intima e rilassante. Le ampie vetrate permettono di vivere costantemente il rapporto con l’esterno: il verde entra negli ambienti, il profumo del bosco che incornicia il retreat accompagna ogni momento della giornata e i suoni della natura sostituiscono il rumore della città.

Il giallo vivace del tarassaco selvatico colora il sottobosco e il suo profumo, quasi resinoso, riconnette il visitatore con il suo bisogno primitivo di natura, di cura. Davanti alle tende, una piscina di acqua salata completa l’esperienza di bellezza e di benessere. Inserita dolcemente nel paesaggio naturale della tenuta, curato dal paesaggista Gianni Birardi, la piscina rappresenta uno spazio dedicato al relax, dove lasciarsi avvolgere dalla quiete del luogo e dalla luce che cambia durante la giornata, senza fretta.

“L’esperienza che vivrà qui il nostro ospite è qualcosa di intimo. Sarà come rintanarsi in un rifugio lontano da tutto”, aggiunge Nico.

Quercia non è una struttura ricettiva come le altre: non nasce per essere il punto di partenza per un viaggio in Salento. Quercia è il viaggio. Chi lo sceglie non cerca un luogo dove poter dormire ma cerca di riconnettersi con la natura. Con la propria natura. Il ritrovamento di antichi contenitori e torchi in pietra poi lascia intravedere il passato. Quercia nasce in un luogo di lavoro, dove si praticava l’agricoltura e la trasformazione dei prodotti della terra.

Oggi molte di queste pietre, nel rispetto del genius loci, lo spirito del luogo, decorano gli spazi esterni e interni. Alcune sono fioriere, altre comodini. E i nuovi orti, coltivati con diverse varietà di ortaggi e frutti, saranno alla portata dell’ospite che potrà degustarne i prodotti, partecipare alla raccolta, incuriosirsi. Aprire una nuova struttura immersa nella natura comporta molte sfide e i fratelli Gaballo le hanno affrontate tutte grazie all’aiuto della famiglia.

“Quattro anni fa, due mesi dopo l’acquisto, un incendio ha distrutto buona parte di bosco, oltre 45 alberi. Anche a febbraio di quest’anno, una tromba d’aria ha abbattuto molti alberi. Quando si ha a che fare con la natura, non si può mai avere il controllo su tutto. Per fortuna continuiamo a prenderci cura di tutte le specie vegetali all’interno della tenuta e ne piantiamo sempre di nuove, nel rispetto della terra e dei suoi ritmi”, racconta Nico.

Il nome, Quercia, è un’ode a un albero che tra tutti cattura l’attenzione. Una specie secolare che ha resistito negli anni, solenne ed elegante. La sua saggezza è ispirazione quotidiana.

Ed è all’ombra di quest’albero che Nico e la sua famiglia immaginano il futuro di questo spazio. Eventi culturali, arte, fotografia, degustazioni e tutto ciò che può favorire la creazione di connessioni umane: “Mi piacerebbe aprire questo posto non solo agli ospiti delle tende ma anche alle persone che hanno idee innovative, che vogliono usare questi spazi in maniera ricreativa”.

Alla domanda: “cosa speri che gli ospiti si portino via dopo una notte o un weekend nel retreat Quercia?” Nico risponde: “Oltre ai pomodori o a una cassetta di verdure, l’idea e il bisogno di ritornarci quanto prima”.

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