Con l’ingresso in azienda dei figli del fondatore, l’azienda di Altamura vive una importante fase di transizione e di cambiamento
Nata 40 anni fa per iniziativa di Nicola Nuzzi, la Nuzzi Metal Design di Altamura è oggi guidata dalla seconda generazione, costituita dai figli dell’imprenditore, Antonio e Vitamaria. Sono loro gli artefici della svolta verso il design e l’arredamento di questa azienda che inizialmente si occupava di edilizia e rimorchi di camion, per poi passare agli inserti dei divani quando ci fu il boom dei salotti.
Per la Nuzzi insomma il cambiamento e l’adattamento alle trasformazioni del mercato sono sempre stati all’ordine del giorno. «Del resto – spiega Antonio -, siamo stati tra i primi ad Altamura a lavorare l’acciaio inox, per poi passare anche a rame, ottone, corten: oggi lavoriamo tutti i metalli, facciamo ricerca, sperimentiamo, proviamo cose nuove».
Il core business attuale è l’arredamento per interni di case e strutture commerciali, tra queste ultime figurano anche il museo e il bar dell’Amaro Lucano.
«Siamo bravi a realizzare cose che sembrano impossibili: quadri particolari, sculture, e nelle cose più complicate che esce fuori la nostra artigianalità», spiegano i due fratelli.
L’azienda dà lavoro ad una quindicina di persone, per un fatturato che sfiora il milione e mezzo di euro.
«L’obiettivo ora è quello di ampliare la superficie dell’azienda per poter fare più lavorazioni. Creeremo uno show room e una nostra collezione di design», spiega Vitamaria, psicologa del lavoro che è rientrata da qualche mese in Puglia per condividere questa nuova svolta con il fratello e la famiglia: «I cambiamenti principali sono due: passiamo dal conto terzi al servizio chiavi in mano con collaborazioni con architetti e interior designer, e poi la creazione di prodotti nostri. A questo si affianca il cambio gestionale e di management. Sempre con un occhio di riguardo alla sostenibilità e al benessere dei dipendenti, voci che spesso nelle piccole medie imprese finiscono in secondo piano perché il focus è tutto sulla produttività».












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