Il Ceo di Manta Group guarda al futuro e alla crescita delle sue tre aziende, ma avverte: «Dobbiamo lavorare restando noi stessi, più veri, più umani»
TESTO DI FABIO MOLLICA
«Siamo in una fase di espansione del nostro core business, guardiamo a nuove aree di espansione perché siamo molto esposti sull’aeronautico, anche se comunque vorremmo anche rafforzare il core business». È un impegno su due fronti quello di Michele Frisoli, 43 anni, CEO di Manta Group, azienda che opera nei settori aeronautico e automotive con stabilimenti a Foggia (Manta e Tmc) e Brindisi (Avioman). Un impegno non da poco, che però l’imprenditore è certo di poter affrontare, anche grazie al lavoro preparatorio che è stato realizzato in questi anni.
«Oggi abbiamo tre aziende con specificità diverse: Avioman fa meccanica di precisione, Manta Group compositi e montaggi, TMC verniciature automatizzate. Abbiamo una struttura industriale che ci consente di guardare al futuro a tutto tondo. Puntiamo ad una crescita omogenea dei tre rami di business che devono restare indipendenti da un punto di vista finanziario e della competenza, ma interconnessi dal punto di vista strategico e dell’impatto sul territorio».
E sul ruolo centrale della Puglia Frisoli non nutre alcun dubbio.
«Vogliamo valorizzare le competenze che abbiamo selezionato qui, anche se nella nostra regione ci sono ancora dei passaggi da fare da un punto di vista culturale e manageriale, perché solitamente quando un’azienda nasce è imperniata tutta intorno al fondatore, poi però si cresce solo se hai un gruppo di persone intorno. Manager con competenze diverse».
Strana la vita: proprio lui che è stato un manager in trasferta, oggi si ritrova a selezionare talenti nella terra da cui era partito.
«La mia fase di vita al Nord mi ha dato moltissimo. Ma credetemi, riuscire ad essere un blend Nord-Sud significa diventare un Super Saiyan», dice sorridendo, riferendosi al guerriero della serie Dragon Ball, che aumenta la sua forza, resistenza e velocità.
«A Milano avevo perso di vista alcune cose: ero abituato a guardare molto in proiezione. Lì guardi le persone di un livello superiore perché ambisci a diventare come loro. Quando sono tornato qui, al mio primo giorno in azienda la prima persona salutata da mio padre Domenico fu la signora delle pulizie, che era più grande di lui e dunque le dava del Voi. Ecco, per me quello fu un grande insegnamento. Questo ritorno ai valori di personalità e umanizzazione è stato importante: dobbiamo imparare a lavorare restando noi stessi, più veri, più umani».
Ancora oggi papà Domenico, oltre ad essere il presidente della rete di imprese che dà vita a Manta Group, resta il primo advisor di Michele Frisoli.
«L’avvicendamento non è stato banale: ha lasciato il posto a me quando aveva ancora 61 anni, nel 2016, ma dopo i primi “scontri” mi ha consentito di gestire in completa indipendenza il gruppo, anche se abbiamo metodi che sono agli antipodi: io un manager che ha dovuto imparare a fare l’imprenditore, lui l’imprenditore che ha dovuto diventare anche manager».
Un passaggio generazionale (in azienda c’è anche la sorella di Michele, Romina, 39 anni, che si occupa delle Risorse umane) aiutato da un altro fattore: «Sono arrivato qui da professionista, non da “figlio di Mimmo”. Questo mi ha consentito di rientrare alla pari. E questa esperienza ci ha portati a firmare un patto di famiglia in cui c’è scritto che i nostri figli prima di entrare in azienda dovranno fare una esperienza di cinque anni fuori».
Perché se ci sono regole chiare il rischio crack è inferiore. E soprattutto chi entra sa già in che perimetro dovrà giocare e con quali regole: «Poi è chiaro che le aziende famigliari funzionano finché la famiglia è unita. Ma noi con quella regola abbiamo voluto dire che l’azienda deve essere una scelta, non un ripiego per i nostri figli. Devi meritartela. Anche se sei figlio di».
Il presente ha le sue problematiche, soprattutto nel settore dell’automotive. Ma in casa Frisoli la fiducia nel futuro sembra inattaccabile: «I nostri obiettivi sono quelli di consolidare i nuovi programmi di sviluppo ed espanderci fuori dai confini regionali e nazionali».
In un periodo di grande incertezza economica e di crisi politico-militari che si aprono come parentesi, sembra un sogno destinato a svanire. Dipende dallo sguardo che si ha: «In Manta Group il piano industriale è sempre a tre anni, ma la nostra vision è sempre a 20 anni».
















Comments