ARTI è l’ente strumentale della Regione Puglia che, quale Agenzia strategica, opera a supporto della definizione e gestione delle politiche per lo sviluppo economico, l’istruzione, la formazione, il lavoro e quale ente per il trasferimento tecnologico finalizzato alla valorizzazione della ricerca e dell’innovazione in tutte le sue declinazioni.
A presiederla, dal 25 novembre scorso, c’è la professoressa Luisa Torsi, docente di Chimica presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari. Nel Consiglio d’amministrazione siedono invece il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, e l’avvocato Onofrio Sisto.
Su cosa è impegnata Arti attualmente?
Innanzitutto in un processo di messa in atto della nuova strategia. Ora c’è un CdA che prima non c’era e c’è la nuova figura del Direttore Generale che però non è stato ancora nominato. Dal punto di vista dei contenuti, oltre ad occuparci di tecnologia e innovazione, oggi ci occupiamo anche di trasferimento tecnologico, attività imprescindibile nel senso che tutta l’attività di ricerca fatta in ambito industriale e accademico nei centri di ricerca deve essere poi veicolata verso qualcosa che possa essere utilizzato dai cittadini. Intendo dire che finanziare la ricerca di base è fondamentale, ma non sempre la ricerca di base riesce ad arrivare al mercato e questo è un problema, perché usiamo fondi pubblici per finanziarla e dunque è bene ed è importante che parte di quei fondi tornino ai cittadini come strumenti per migliorare la vita di tutti i giorni. Il trasferimento tecnologico è un problema in tante parti d’Europa ma la Regione Puglia ha voluto aggiungerlo come aspetto chiave di cui Arti si dovrà occupare. Ed è una attività estremamente sfidante.
A che punto siete?
Stiamo cominciando a mettere le basi per cercare di capire come implementare queste attività di trasferimento tecnologico. Dopo la nomina del Direttore generale potremmo procedere ancora più spediti.
Su quali settori siete maggiormente concentrati?
Ci basiamo sulle strategie della Regione e dunque aerospazio, biomedicale, applicazione dell’IA. L’idea è quella di fare uno scouting delle attività più importanti, con le quali cercheremo di essere lungimiranti per vedere chi ha bisogno di supporto per avviarlo allo stato dello sviluppo pre-competitivo.
Come avverrà lo scambio o la collaborazione con le aziende?
Faremo dei bandi, utilizzeremo le nostre risorse e ne cercheremo altre, per esempio facendo uno screening dei brevetti, per capire quali sono quelli che meritano di essere maggiormente valorizzati. Insomma siamo nella fase in cui si disegnano i percorsi.
Quando andrete a regime?
Saremo operativi a regime quando tutti gli organismi della nuova Arti saranno nominati, quindi quando avremo il Dg ed il Consiglio scientifico.
Per lei quello di ARTI è il primo incarico pubblico, come si sta trovando?
È molto nelle mie corde, è una cosa che mi appassiona. Sono fermamente convinta dell’importanza assoluta di questa attività e la vivo con tanta voglia di fare. È importante iniziare con passo deciso in una direzione chiara. Perché una montagna si scala gradino per gradino, senza guardare la cima, per non spaventarsi, ma lavorando ogni giorno in maniera seria e con un team affiatatissimo. E mi preme sottolineare che ARTI è sempre stato un gioiellino della Regione Puglia.












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