Francesco Martone custodisce una storia che dura ormai da 30 anni. Fra design e intelligenza artificiale
DI DANIELA UVA
Floral design, allestimenti per eventi e una passione per i fiori che dura ormai da trent’anni. Francesco Martone, 44 anni, dal 2010 gestisce la Fioreria Padre Pio di Bari, custodendo una storia che abbraccia tre generazioni con la complicità di sua moglie.
Come e quando ha iniziato a lavorare con i fiori, è una passione che ha sempre avuto?
È un’attività di famiglia con oltre sessant’anni di storia e noi siamo la terza generazione. Io ho iniziato quasi trent’anni fa. È una passione che sento nascere dentro di me: la possibilità di lavorare con la natura, di creare qualsiasi cosa con i fiori e di portare gioia ed emozioni. È questa la spinta che mi porta a migliorare continuamente. Ho una specializzazione come European floral designer, specializzato in allestimenti per eventi, in particolare matrimoni.
Qual è l’aspetto che le piace e le dà maggiori soddisfazioni nel suo lavoro?
La soddisfazione più grande è la gioia delle persone quando vedono realizzati i propri eventi: dal piccolo mazzo di fiori acquistato in sede al grande matrimonio o congresso. L’artigianalità del nostro lavoro rende unico ogni allestimento, dal più piccolo al più grande. Noi vendiamo fiori, ma i fiori trasmettono emozioni e l’emozione che le persone ci regalano davanti al risultato è, per noi, un aspetto impagabile.
Cosa distingue la sua attività?
Innanzitutto lo stile. Ci piace molto l’idea del chiosco in stile parigino, che richiama atmosfere di tante parti del mondo. A questo uniamo la cura del prodotto artigianale e una forte attenzione all’innovazione. Diamo valore alla semplicità del mazzo di fiori, ma strizziamo l’occhio alla tecnologia: siamo i primi ad avere due distributori automatici a Bari e apriamo continuamente nuovi canali di vendita, con un nostro e-commerce, le piattaforme di delivery e ogni canale offerto dal mondo online.
Quali sono invece le maggiori difficoltà che ha riscontrato e come le ha superate?
In questo momento la difficoltà principale è la reperibilità dei prodotti: sono diventati quasi introvabili perché i produttori sono sempre meno e perché l’estero assorbe gran parte della nostra produzione locale. A questo si aggiungono costi di gestione elevatissimi, dall’energia elettrica al carburante, tutti elementi che si ripercuotono sulle attività commerciali come la nostra. Le affrontiamo puntando tutto sull’organizzazione: ci affidiamo a fornitori affidabili, facciamo una grande selezione dei prodotti e puntiamo all’alta qualità, per garantire sempre prodotti di altissima freschezza.
Chi acquista i suoi fiori?
Non esiste un cliente tipo. Può essere la signora che acquista i fiori per casa, il marito che li porta per un anniversario o un compleanno, il ragazzo che vuole conquistare la prima fidanzata, l’uomo che vuole stupire, o anche il cliente notturno che si ferma al distributore per un gesto galante. Nell’ambito degli eventi, invece, i nostri clienti tipo sono le coppie che organizzano il matrimonio, ma siamo molto attivi anche nel settore congressuale e seguiamo ogni tipo di evento privato: compleanni, anniversari, qualsiasi cosa abbia a che fare con un fiore. Nel tempo abbiamo ricreato di tutto: matrimoni completamente dark, matrimoni sperduti nel nulla, sfide con distanze impossibili e condizioni meteorologiche estreme. Ma per noi conta una cosa sola: il risultato.
Siamo di fronte a forti difficoltà dovute all’inflazione, la preoccupano?
L’inflazione è una preoccupazione reale, per noi e per tutti i settori che vendono un bene non di prima necessità. Nei momenti di difficoltà economica questi sono i primi a essere tagliati. Sta anche a noi andare incontro ai clienti, offrendo un buon prodotto e mantenendo prezzi adeguati, sempre proporzionati alla qualità di ciò che ricevono.
Un altro tema che tocca il suo settore è l’aumento dei costi, dai fertilizzanti all’energia, come si affrontano?
Abbiamo installato un distributore di ultima generazione che ci permette di ridurre i consumi energetici e di conservare meglio il prodotto, e abbiamo realizzato una cella di nuova generazione che trattiene meglio il freddo. Questo ci consente di abbattere i costi e di mantenere una temperatura costante, garantendo una catena del freddo paragonabile a quella del settore food.
Quali sono i suoi programmi professionali nel prossimo futuro?
“Stiamo puntando molto sulla formazione, in primis la nostra. Stiamo implementando diversi servizi, come l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per automatizzare i processi di vendita e per supportarci nel rendering degli eventi. Nei prossimi mesi puntiamo anche a un progetto di laboratori aperti, magari a livello amatoriale. Infine siamo in lizza per l’apertura di un distributore all’aeroporto di Bari: al momento abbiamo presentato una manifestazione di interesse e attendiamo l’evoluzione della situazione.
Cosa consiglierebbe ai giovani che volessero intraprendere il suo percorso?
Consiglio di partire dalla passione, ma la formazione è fondamentale perché in nessun lavoro ci si può più improvvisare. Serve innanzitutto passione per i fiori, gli orari sono duri, ma è anche un lavoro che regala enormi soddisfazioni, perché doniamo gioia. Va però studiato: esistono scuole floreali dove imparare, ma soprattutto serve tanta esperienza sul campo, studiare il mercato e ritagliarsi il proprio spazio, capendo qual è il canale giusto da perseguire.












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