L’imprenditore salentino ha creato una holding che segue l’intero ciclo di vita dell’immobile, dall’acquisizione alla ristrutturazione, fino alla gestione e alla valorizzazione del patrimonio.
In pochi anni, Davide Mengoli, fondatore di Salento With Love, ha trasformato un’intuizione in una realtà imprenditoriale complessa e dinamica, una holding strutturata che copre l’intero ciclo di vita dell’immobile: dall’acquisizione alla ristrutturazione, fino alla gestione e valorizzazione del patrimonio. Un modello nato da un’idea personale, oggi divenuto un punto di riferimento. Dopo 32 anni, trascorsi a Londra, dove ha maturato competenze trasversali anche nel mondo dell’arte (GX Gallery era la sua galleria nel capoluogo britannico), è tornato in Salento con una visione precisa: offrire un servizio su misura in un mercato in forte espansione, quello degli investitori internazionali e nazionali. Non solo stranieri, infatti: la sua realtà risponde anche alla crescente domanda proveniente da clienti italiani da fuori regione, in particolare dal Nord Italia e dai principali centri urbani. La sua impresa, pioniera nel territorio, si distingue per un approccio sartoriale e per l’impegno concreto nella tutela dell’acquirente: un valore nato da un’esperienza personale intensa, che oggi si riflette in ogni fase del lavoro. Oggi la holding guarda al futuro e si prepara a una nuova fase di crescita, con l’apertura di una sede della General Contractor dotata di servizi tecnologici d’avanguardia, un unicum per il territorio salentino. In questa intervista Mengoli ci racconta come è nato tutto, dove vuole arrivare e perché investire (bene) nell’immobiliare oggi, non è solo una scelta affascinante ma anche profondamente strategica.
Partiamo dal contesto: come si sta muovendo attualmente il mercato degli investimenti nella zona?
È in fermento: l’interesse verso il Salento cresce, sia da parte di investitori italiani sia internazionali, attratti da bellezza, autenticità e ottime opportunità di rendimento. La parola investimento mi porta immediatamente a quella che è realmente la mia maniera di vedere la Real Estate. In passato il mercato immobiliare era legato alla prossimità geografica dell’investitore: oggi, grazie alla tecnologia e alla globalizzazione, anche il Salento è diventato accessibile a investitori internazionali esigenti, capaci di cogliere il valore nascosto di territori autentici e ancora poco esplorati..
Siete stati i pionieri nell’aprire il Salento al mercato internazionale. Può condividere qualche dato o risultato che rappresenta concretamente l’impatto del vostro lavoro con investitori stranieri?
Posso dire con orgoglio e certezza di essere ancora oggi i pionieri dii quella fascia di mercato che vede l’immobile non solo come il raggiungimento di un sogno ma come un investimento strategico a lungo termine. In tal modo siamo riusciti ad attirare un pubblico internazionale selezionato e consapevole. Il nostro lavoro ha portato oltre 150 investitori stranieri in un arco temporale molto breve: un impatto significativo che ha contribuito a valorizzare il territorio e a generare nuove economie locali.
E per quanto riguarda il mercato italiano, soprattutto quello al di fuori del Salento (Nord Italia, grandi città…), come sta rispondendo alla vostra proposta?
Anche il mercato italiano sta rispondendo positivamente: i nostri servizi stanno suscitando interesse da parte di clienti in tutta Italia, non solo nel Salento. La nostra proposta ha dimostrato di essere replicabile e scalabile in diversi contesti geografici. Il nostro approccio attira clienti su tutto il territorio nazionale, grazie alla qualità e completezza dei servizi offerti, sempre più apprezzati da chi cerca un partner affidabile per valorizzare il proprio patrimonio immobiliare.
Cosa cercano oggi gli investitori, stranieri e italiani, quando guardano al Salento? Quali sono le priorità che emergono in fase di acquisto?
Gli investitori e non i semplici potenziali acquirenti, cercano, prima di tutto, sicurezza. Chi investe non vuole solo una bella casa, ma un asset che generi valore nel tempo. Priorità? Posizione, qualità della ristrutturazione, gestione efficiente e potenziale di redditività. Le risposte concrete a queste esigenze è quello che ci rende unici.
La vostra realtà non è una semplice agenzia immobiliare: avete costruito un modello che accompagna il cliente in ogni fase, dall’acquisto alla ristrutturazione fino alla gestione e valorizzazione. Come nasce questa visione integrata?
Il nostro modello nasce da un’esperienza diretta e concreta. Non siamo un’agenzia immobiliare, ma una holding strutturata con diverse società specializzate. Dall’acquisto alla ristrutturazione, dalla gestione all’eventuale rivendita: seguiamo ogni fase, assicurando coerenza e risultati. Ogni società del gruppo ha un’identità e competenze specifiche, ma condividiamo la stessa visione: tutelare chi crede nel valore dell’immobile, non solo come rifugio finanziario, ma anche come spazio di vita. Investire nel modo giusto, con attenzione e progettualità, è il nostro mestiere.
Il concetto di “ciclo vitale dell’immobile” è una vostra intuizione originale. Ce lo spiega meglio? Cosa lo rende così efficace rispetto ai modelli più tradizionali?
Il “ciclo vitale dell’immobile” è la nostra risposta a un’esigenza moderna: risparmiare tempo e garantire continuità. Immagina un supermercato rispetto a dieci negozi diversi: tutto in un solo luogo, tutto coordinato. Acquisto, ristrutturazione, gestione, valorizzazione: tutto sotto lo stesso tetto. Ogni fase, dall’acquisizione alla rivendita, è seguita da un team specializzato. Questo approccio integrato garantisce efficienza, qualità e ritorni misurabili. La chiave è la continuità operativa, senza dispersioni o perdite di tempo per l’investitore.
Negli ultimi anni, molte realtà locali stanno cercando di replicare il vostro modello. In cosa si distinguono realmente le vostre società?
È normale essere imitati, soprattutto dopo aver aperto una strada. Ma c’è una grande differenza tra replicare un’idea e comprenderne la profondità. In Inghilterra si usa dire “Jumping on the wagon”, ed è giusto che sia così. Noi ci distinguiamo per visione, esperienza internazionale e per la qualità dei servizi: chi ci sceglie, lo fa per la sicurezza e la cura con cui gestiamo ogni aspetto. Chi conosce il mio background sa che ho iniziato giovanissimo, acquistando il mio primo immobile a Londra a 21 anni, con il tempo ho fatto crescere quel portfolio, includendo anche acquisizioni in altri Paesi. Ciò mi ha permesso di comprendere, in prima persona, quali sono le esigenze di un investitore, quali sono i dubbi, i disagi che potrebbero frenarlo. Questa la ragione per cui credo fermamente nel valore della gestione immobiliare che richiede servizi sempre più sicuri, cuciti su misura ed offerti da uno staff, come il mio, altamente qualificato che si prende cura di tutte le necessità evitando stress e perdite di tempo all’investitore.
Crede che la sua formazione internazionale, in particolare gli anni trascorsi a Londra, abbia avuto un ruolo decisivo nella definizione del vostro modello di business e nella cura per i dettagli?
L’infanzia in Svizzera e gran parte della mia vita trascorsa in Inghilterra, come accennavo, mi hanno dato una visione diversa: più strutturata, internazionale e orientata al lungo termine. Non mi sono mai accontentato di guardare al presente. Ho sempre puntato a costruire modelli solidi e duraturi, capaci di generare valore reale per l’investitore e per il territorio. Per me, è proprio questa la vera innovazione.
Come nasce questo suo approccio concreto e diretto alla tutela del cliente, in particolare dell’acquirente?
Il mio approccio nasce dal fatto che, prima di tutto, sono stato un cliente anch’io. So bene cosa significa investire, cercare certezze e muoversi in un mercato complesso. Questa esperienza diretta mi ha insegnato il valore dell’empatia, che oggi è il cuore del mio lavoro. Spesso riesco a entrare in sintonia con l’investitore ancor prima che lui stesso abbia una visione chiara. È questa connessione che fa la differenza. La frase che più mi emoziona? ‘Davide, hai superato le nostre aspettative.’ In quel momento capisco di aver fatto davvero bene il mio lavoro. Perché alla fine, tutto ruota attorno al cliente: la sua soddisfazione è la mia più grande motivazione.
Guardando alla General Contractor Edil Casamia: una delle novità imminenti è l’apertura di una nuova sede con servizi tecnologici avanzati. Può anticiparci qualcosa?
Posso anticipare molto poco. Ciò che è più che evidente, basta consultare i nostri canali, è che in tre anni abbiamo restituito vita a decine di immobili dimenticati. Quelli che io chiamo “Forgotten Beauty”: li trasformiamo in dimore straordinarie, mescolando innovazione, design e la maestria dell’artigiani locali, anche loro dimenticati e poco usati. Il futuro? Toccare con mano quello che fino a ieri era solo immaginazione. Su questo la General Contractor sta lavorando. Altro, per il momento, non posso dire.
Quali sono le principali sfide nel coordinare una holding strutturata, con più società e competenze così diverse? E quali sono invece le soddisfazioni più grandi?
La grande sfida oggi più che mai sono le risorse umane, Costruire un team motivato, competente e allineato ai nostri valori è un lavoro quotidiano. Ma è anche la nostra soddisfazione più grande: creare un ambiente unico, dove le persone crescono insieme al progetto.
Che consiglio darebbe oggi a chi vuole investire nel Salento o avviare un’attività nel settore immobiliare locale?
Il mio consiglio a chi vuole investire nel Salento? Non fermarti all’apparenza: l’immobile giusto è solo il punto di partenza. Scegli partner affidabili, competenti, in grado di accompagnarti in ogni fase, dall’acquisto alla valorizzazione. E a chi sogna di costruire qualcosa in questo settore, dico: serve molto più dell’entusiasmo. Servono preparazione, visione e la determinazione di crederci ogni singolo giorno.











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