C’è una voce che parte dalla Puglia e arriva fino in Brasile. Una voce chiara, naturale, tecnologica e soprattutto inclusiva. È la voce di Audioboost, start-up nata in Puglia, nel Salento nel 2021, oggi protagonista nel mondo del digital audio e già riconosciuta a livello internazionale. Una realtà italiana che coniuga innovazione tecnologica e radici territoriali, trasformando contenuti scritti in esperienze audio accessibili e coinvolgenti, grazie all’intelligenza artificiale e a una tecnologia tutta “made in Puglia”.
“Siamo partiti da un’intuizione chiara: i contenuti informativi devono essere ascoltati, non solo letti. Quattro anni fa ci siamo accorti dell’exploit dei vocali su WhatsApp e dei podcast. Da lì, il passo verso una soluzione digitale di sintesi vocale intelligente è stato naturale”, racconta Cristina Pianura, CEO e co-founder di Audioboost.
Il prodotto di punta? SpeakUp Particle, una tecnologia lanciata inizialmente in versione demo con alcuni editori e poi migliorata fino a diventare oggi uno strumento essenziale per centinaia di siti web. Si tratta di un sofisticato motore di sintetizzazione vocale, basato su algoritmi proprietari in grado di convertire testi in audio in oltre 150 lingue, con un’intonazione naturale e capace di riconoscere sigle, metriche e acronimi, adattandoli alla lingua madre.
“Nel 2022 siamo arrivati sul mercato con una soluzione matura, pronta per supportare anche i grandi editori. Oggi lavoriamo con centinaia di portali italiani e abbiamo raggiunto numeri impressionanti: più di 1,6 milioni di articoli parlati generati e 250 mila ore di ascolto mensile”, aggiunge Cristina Pianura.
La sede legale di Audioboost è a Maglie, nel Leccese, mentre quella operativa è a Bari, dove lavora un team giovane e dinamico. Milano ospita invece il reparto commerciale e marketing. Infine Israele ospita un’altra sede operativa, ma la Puglia resta il cuore e il trampolino di lancio dell’impresa. “Abbiamo colto tutte le opportunità offerte dalla Regione Puglia per le start-up. Qui si respira innovazione, concretezza e visione. Siamo orgogliosi di dire che la nostra storia è cominciata proprio da qui”, spiega la CEO.
Nel 2023 Audioboost ha portato il suo know-how tech anche oltreoceano, partecipando alla tappa californiana di Smau San Francisco, nell’ambito di “Smart Puglia”, iniziativa voluta dalla Regione per promuovere l’ecosistema innovativo del territorio nei mercati esteri. Un ecosistema in piena espansione: con oltre 600 startup e Bari nella top 10 delle province italiane più attive, la Puglia è oggi una delle culle più vivaci dell’innovazione nazionale.
Nel 2025, poi, Audioboost ha firmato un accordo pluriennale con la Fondazione Teatro alla Scala di Milano, una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. L’obiettivo? Rendere più accessibili i contenuti editoriali e informativi del Teatro attraverso la voce.
Tutti i materiali, dalla programmazione alle riviste digitali, saranno convertiti in formato audio in italiano e in inglese, direttamente sul sito ufficiale della Scala. Una rivoluzione silenziosa, ma potente, che mira ad abbattere le barriere di lettura e migliorare l’accesso anche per chi ha difficoltà visive o di comprensione testuale.
“La tecnologia deve servire la cultura, non sostituirla. Con questa partnership dimostriamo come l’innovazione possa esaltare il patrimonio culturale e renderlo fruibile per tutti. È un traguardo che ci riempie di orgoglio”, afferma Cristina Pianura.
Con l’arrivo di nuovi capitali industriali e l’interesse crescente da parte di editori internazionali, Audioboost ha già messo radici all’estero. Oggi, infatti, è attiva in Spagna, Romania, Taiwan e America Latina, portando la sua tecnologia vocale oltre i confini italiani.
Ma il futuro è ancora tutto da scrivere o meglio, da raccontare. “Il nostro prossimo passo è quello di rendere il nostro software disponibile per ogni tipo di sito, non solo editoriali. Vogliamo portare la fruizione audio ovunque. E continuare a crescere nel mondo, mantenendo sempre la nostra anima italiana e soprattutto pugliese”, conclude Pianura.












Comments