DI DANIELA CHIONNA
Arcangelo Bungaro è designer del gioiello, artista e scultore dei metalli preziosi. Pugliese d’origine, formatosi a Milano e oggi residente a Parigi, ha collaborato con importanti brand internazionali. Le sue creazioni sono pubblicate sulle principali riviste di moda ed è stato insignito del titolo di Maestro d’Arte e Mestiere, riconoscimento biennale dedicato alle eccellenze italiane. Vive a Parigi ma torna spesso in Puglia, poco lontano da Ostuni, nella sua casa–contenitore culturale dedicata all’ospitalità d’eccellenza, dove accoglie le opere di artisti italiani e stranieri. È lì che il passato incontra il presente.
Quando ha scoperto la passione per l’arte del gioiello?
Ho sempre sentito la necessità di trovare una strada capace di incanalare la mia curiosità per le forme e l’osservazione del dettaglio. La mia formazione inizia con la ceramica e il design grafico, poi mi sono spostato verso la moda e la comunicazione dopo il trasferimento a Milano. Negli anni Novanta ho osservato con grande interesse il mondo del gioiello scultoreo, che sperimentava materiali innovativi accanto a forme ancestrali. Ho iniziato a creare i miei primi gioielli-scultura unendo elementi naturali e fili di nylon trasparenti. L’interesse dei media mi ha incoraggiato a proseguire una ricerca che sentivo profondamente mia.
Quanto ha contribuito Milano alla sua formazione?
Sono arrivato molto giovane in una città ricca di stimoli. Milano ha saputo cogliere un potenziale che forse io stesso non vedevo ancora. Ho frequentato ambienti artistici fertili, scambiato idee con designer e creativi che mi hanno influenzato molto. Ma le radici erano pugliesi. Non ho mai rinunciato a quella identità. Milano mi ha dato strumenti, metodo e visione internazionale; la Puglia mi ha dato l’anima. La Puglia non è nostalgia. È energia primordiale. È stratificazione. È Magna Grecia, è passaggio di civiltà. E questa idea di attraversamento è centrale nel mio lavoro.
In più occasioni ha raccontato di nonno Arcangelo e della sua capacità di intrecciare fili metallici nel riparare vasellame in terracotta. Quanto si porta dentro le sue radici è qual è il suo legame con la tradizione?
Esattamente, mi riferivo a lui pensando alle mie radici. Essendo stato sempre incuriosito dal mondo che mi circondava, dalla gestualità dei riti, dai racconti che mi aprivano mondi nei quali tutto era possibile con l’immaginazione, ho trovato in lui il mio primo maestro quando ero bambino. Adoravo stargli accanto e imitarlo nei gesti lenti della sua spiccata manualità mentre raccontava storie e aneddoti della tradizione. Con lui ho imparato a rispettare il contenuto oltre alla forma, il recupero oltre allo spreco e ancora oggi a osservare ogni cosa da prospettive diverse per cogliere quante più informazioni e insegnamenti da ogni gesto che si compie.
La fortuna di un uomo è quella di conoscere un altro uomo, recita un antico detto. Quali sono stati gli incontri fortunati nel suo percorso artistico?
In trent’anni ho avuto molte opportunità e molti incontri. Marta Marzotto, Paola Comolli nella progettazione del gioiello; collaborazioni con Hugo Boss, Parah, Dolce & Gabbana per le sfilate; editor e giornalisti delle principali riviste di settore. La lunga collaborazione con Breil, con i gioielli trasformabili in acciaio multi-indosso, mi ha dato accesso a un pubblico amplissimo. Ogni incontro è stato un passaggio di consapevolezza e di crescita personale prima che professionale.
Cos’è per lei il gioiello?
Può essere molte cose: ornamento, simbolo culturale, status, investimento. Per me oggi è un messaggio. Un oggetto che parla prima a chi lo indossa, poi agli altri. Quando creo un gioiello, spero che la mia intenzione venga percepita da chi lo sceglie. Ma poi l’oggetto evolve con la persona, si carica del suo vissuto. È lì che inizia la sua vera vita.
Quali sono i suoi progetti futuri?
Trascendence – made of History è una collezione di gioielli che nasce dal desiderio di non replicare semplicemente l’antico, ma di intraprendere un dialogo con esso. Mi sono chiesto: come può un oggetto antico parlare e comunicare oggi? La risposta è stata la Trascendenza. Non riprodurre. Non citare. Ma Trasformare l’essenza in linguaggio contemporaneo. Grazie alla collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MarTa) ho potuto osservare da vicino gli ori di Taranto, studiarne le costruzioni, comprendere la raffinatezza delle tecniche, ma anche la forza di materiali come terracotta e bronzo applicate alla gioielleria dell’epoca. Ho trascorso un anno a studiare e documentarmi. Poi ho iniziato a disegnare una collezione contemporanea, che somigliasse al me di oggi. Ho lavorato utilizzando le maglie delle catene antiche, con il bronzo dorato, introducendo la porcellana in collaborazione con l’Atelier Eugène Griotte di Parigi. È nata così Trascendence – made of History: una collezione rivolta a un pubblico trasversale, interessato a oggetti con forte identità culturale. Non è una citazione dell’antico, ma una sua evoluzione. “Love Transcends” non è uno slogan: è una dichiarazione. L’Amore, come la Cultura, attraversa il tempo. Per il futuro oltre a sviluppare ulteriormente la collezione sto preparando una serie di sculture ispirate allo stesso mondo magno greco che presto mi piacerebbe esporre in Puglia per raccontare a mia volta una storia rinnovata e contemporanea a partire dalle proprie radici.
arcangelobungaro.com












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