Interviste

ANTONIO VASILE – Le nuove sfide del sistema aeroportuale

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«Sono soddisfatto di aver contribuito allo sviluppo del sistema turistico. Mi sono divertito grazie al rapporto con tante persone e realtà istituzionali che si sono dedicate a un settore complicatissimo»

Lo sviluppo turistico della Puglia è nato prima di tutto a partire dagli aeroporti, con l’arrivo di tanti cittadini stranieri. È un processo che continua, con i tanti record macinati dagli scali pugliesi. A confermarlo è il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile.

Come siamo arrivati a questi risultati?

È un lavoro che parte da lontano e che ha avuto come leva prima di tutto l’ambizione del popolo pugliese. Nella regione convivono territori che fanno impresa ad altissimi livelli nel mondo, ma che allo stesso tempo fanno turismo, anche nei mesi cosiddetti spalla. È un bel gioco, frutto di una grandissima capacità e voglia di viaggiare, che è aumentata dopo la pandemia, che ha diffuso un grandissimo desiderio di libertà anche nei cittadini pugliesi. Oggi possiamo parlare di una macro area turistica, che ci unisce alla Basilicata, dove ci sono aspetti che la Puglia non ha, come le alture e le colline. E questo ci permette di aumentare l’offerta e di allargare i confini.

Recentemente si è aperto anche il mercato americano…

Non è stato un lavoro semplice, specialmente a causa della grande tensione geopolitica che ci ha fatto spostare da alcuni mercati dell’Est, come Russia e Ucraina. La sfida ora è il mercato americano, dopo il primo esperimento riuscito nel 2025. È una grande scommessa, sono molto felice che la Regione Puglia abbia sostenuto con vigore questo sforzo che guarda alla promozione, ma anche allo sviluppo economico del territorio. Speriamo che il nuovo conflitto non blocchi questa crescita.

Molto importante è stato anche l’accordo sull’aerospazio…

Tutti quanti ci abbiamo scommesso, ci aspettiamo un grande ritorno di immagine. Durante il G7, lo scorso anno, abbiamo interagito con tante delegazioni straniere, perché anche dalla diplomazia possono nascere nuove rotte.

Aeroporti di Puglia ha puntato sulla politica dei piccoli passi, differenziando i territori. È una scommessa vinta?

Abbiamo ascoltato prima di tutto gli operatori, il nostro piano ci dice che gli scali di Bari e Brindisi tenderanno alla saturazione. L’idea è che possano beneficiarne gli altri, dove le infrastrutture ci sono già. Il futuro sarà fatto di quattro aeroporti, tutti belli e competitivi. Quanto i turisti arrivano, se l’aeroporto è bello, moderno e funzionale è un aspetto positivo, ed è uno dei nostri obiettivi. Vogliamo offrire agli operatori infrastrutture competitive, perché così costano anche meno.

Intanto sono ancora in corso i lavori intorno all’aeroporto di Brindisi, cosa succederà?

Aeroporti di Puglia ha una grande struttura tecnica che permette ai lavori di terminare proprio nel momento stimato all’inizio. Tempo fa per fare opere ad altissima specializzazione si guardava fuori dai confini regionali, oggi abbiamo imprese qualificate nei lavori aeroportuali, che vincono le gare non solo in Puglia ma anche fuori.

In che fase è, dal suo punto di vista, il turismo in Puglia?

La qualificazione del turismo è passata da misure incentivanti che hanno permesso al settore di godere di alberghi modernissimi, di sistemi gestionali ottimi. Gli incentivi creati dalla Regione attraverso Puglia Sviluppo sono stati puro illuminismo, che ci darà nel tempo risultati straordinari. La nostra terra è attrattiva perché siamo stati in grado di creare un sistema qualificante. Oggi possiamo immaginare una legge che custodisca il turismo, che tuteli il settore e magari definisca tutte le categorie alberghiere, anche per esempio i capanni in un bosco.

Cosa c’è nel suo futuro?

Sono soddisfatto di aver contribuito allo sviluppo del sistema turistico. Mi sono divertito grazie al rapporto con tante persone e realtà istituzionali che si sono dedicate a un settore complicatissimo. Il futuro va letto bene, ha bisogno di idee ma anche di concretizzare la nostra forza.

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