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ANTONELLA ARESTA – “Con i miei scatti sono un’artista libera”

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Antonella Aresta cover

Antonella Aresta ha trasformato la sua passione in lavoro: da Bono a Brian Eno nel segno dell’eleganza

DI DANIELA UVA – FOTO: ANTONELLA ARESTA

Ha fotografato e ritratto artisti del calibro di Sergio Cammariere, del quale ha scattato anche una delle ultime copertine, Contato, Bono Vox e Brian Eno, solo per citare alcune star. La fotografa Antonella Aresta ha conquistato la fama internazionale restando fedele alle sue grandi passioni: lo scatto artistico, la creatività e la moda.

Lei ha fotografato artisti di fama mondiale, qual è il complimento che le fanno più spesso?

Riesco a far sentire a proprio agio tutti, anche i più timidi, e riesco a far venire bene in foto chiunque voglia essere ritratto. A  fine set spesso mi chiedono come ci sia riuscita. La gente ama la mia personalità, oltre che la mia professionalità. Da parte mia cerco di regalare esperienze che chiunque venga fotografato possa portare sempre con sé.

Come vive la fotografia?

Vivo fra la realtà e la realtà da costruire, perché la ritrattistica è realtà. La moda è un mondo da creare con magia e costruire, in base al capo e all’azienda, nel quale decido cosa inquadrare e cosa no, cosa deve sparire nell’ombra. Ogni inquadratura è una scelta che si adegua alla mia visione. In quel momento ispirazione e creatività sono fondamentali, qualsiasi cosa fotografi ha la mia identità visiva.

Quali sono invece le maggiori difficoltà?

Le difficoltà normalmente le creano gli imprenditori di un brand, che scelgono spesso styilist che escono da una scuola e già credono di aver imparato il lavoro, ostacolando così il nostro. Chi forma queste persone dovrebbe insegnare loro a capire il ruolo del fotografo. Oggi il problema principale è rappresentato proprio dalle scuole che formano queste figure, dal mio punto di vista poco professionali. Sul set abbiamo anche i social media manager, figure che a volte fanno perdere tempo. Nonostante tutto, prima di iniziare cerco di rasserenare tutti, di far vedere il progetto e di calmare chiunque cerchi di spegnere il mio spirito creativo, perché la creatività è al primo posto”.

Che valore viene percepito da una persona che decida di farsi fotografare da lei?

Farsi fotografare da un’artista di fama, che ha immortalato i grandi, è totalmente differente dal farsi ritrarre da chi ha fatto un corso ed è subito photographer. Esibire un proprio ritratto ‘griffato’ acquista valore, spessore e magia.

A cosa si ispira?

Ai grandi del passato, che ho anche incontrato, come Gastel, a cui ho dedicato una mostra personale, ‘Flowers’, un tributo alle donne in stile Gastel ma reinterpretato con il mio punto di vista . Mi ispiro ai fotografi che nella loro arte hanno portato la parola chiave eleganza. Posso dire di essere molto elegante nei mie scatti, ma c’è sempre quello che definisco ‘sfrascio’, perché non amo la perfezione che mi è stata imposta per molti anni. Adesso il focus voglio essere io e il mio modo di vedere le cose. Non siamo esecutori ed è giusto che il mondo della moda lo comprenda.

Ha raggiunto quella che potrebbe essere definita maturità artistica, adesso in che fase è?

Per me adesso non ci sono regole, amo infrangerle. In passato mi sono state imposte, che ora le ripudio. Amo interpretare, dare vita a quello che immagino senza qualcuno che me lo imponga. Voglio essere un’artista libera.

Lei è una fotografa ma anche una mamma, come si conciliano questi due aspetti?

Lavorare ed essere mamma di un bambino è molto difficile. Facendo un lavoro creativo la mente deve essere distesa e senza pensieri, ma questo è impossibile. Faccio parte di quel gruppo di mamme che sacrifica parte della carriera per crescere un figlio. Noi artisti abbiamo bisogno di isolarci per creare, spesso mi si domanda di un secondo figlio, io rispondo di no e non per egoismo, ma non mi sembrerebbe etico farlo crescere da altre persone. Mio figlio spesso è con i nonni, che mi aiutano molto e che ringrazio di cuore ogni giorno.

Quali sono i suoi progetti futuri?

La prima parte della mia carriera è passata a rincorrere il perfezionismo, sono scappata dalla mia terra, cercando la foto perfetta. Ho realizzato una mostra, ‘Music life’, di successo, con tanti personaggi importanti come Lanny Kravitz. La seconda parte è cominciata quando ho avuto mio figlio e ho capito la forza delle donne. Ho dedicato proprio a noi una personale, ‘Flowers!’. Adesso che sono ritornata nella mia terra, sto elaborando una mostra a lei dedicata con occhi debitrici e sognanti, sicuramente rivista in chiave moderna a artistica.

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